Come riorganizzare la mente - parte 1

Come riorganizzare la mente - parte 1
Photo by Fiona Smallwood / Unsplash

Questo articolo è il seguito di Come ho avuto gli attacchi di panico, ma è solo la prima parte perché ho bisogno di te e di chi leggerà qui sotto.

Potrei fare il cinico dicendo che niente capita per caso, o che doveva succedere quel che è successo per un motivo, ma non la vedo così. Anzi, per come sono fatto, non mi interessa perché è successo qualcosa, ma cosa ho imparato e come questo cambierà me e il mondo attorno a me.

Rimuginare

a man holds his head while sitting on a sofa
Photo by Nik Shuliahin 💛💙 / Unsplash

Potrei pensare all'infinito perché sono stato sopraffatto dall'ansia, perché ad una partita non ho fatto un gol facile facile, perché mi è andato male qualcosa a lavoro. Ma cosa cambia?

È come prendere un calzino, girarlo e rigirarlo, finché non si trova da dove diavolo ha cominciato a sfilarsi quel filo e come sistemarlo. Ma ha senso trovare dove è iniziato tutto? Cosa cambia se anche trovassi come si è staccato il filo? ADESSO, cosa cambierà saperlo? Te lo dirò alla fine (forse).

Qualcuno potrebbe dire "così la prossima volta NON SBAGLI e previeni l'errore".

L'errore

purple and yellow abstract painting
Photo by Michael Dziedzic / Unsplash

Può essere. Ma chi ha deciso che è un errore? E che cos'è un errore?

Spesso si dice che dagli errori si impara sempre qualcosa, e questa per me è una frase chiave.

L'errore è un'azione che non ha portato al risultato previsto.

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Photo by Syed Ali Aqdas / Unsplash

Per esempio, sei in panchina per la partita di calcio, l'allenatore ti chiede di scaldarti ma non sai se farlo o se dirgli che hai un po' dolore muscolare e che quindi è meglio far entrare qualcun altro e piuttosto giocare la partita dopo. Però hai voglia di giocare, non resisti e ti scaldi lo stesso, non dicendo nulla. Mentre ti riscaldi il dolore sembra andar via, entri, ma fai uno scatto perché hai l'occasione di fare gol e "traaaac", senti tirare dietro il quadricipite: stiramento muscolare.

Risultato: fermo un mese dal tuo sport preferito.

È un errore? In base a cosa lo decidi? Ed è un tuo errore o per chiunque avesse fatto questa scelta?

Dipende.

Se hai puntato tutto sulla carriera da calciatore, rimanere fermo un mese ti creerà problemi.

Se hai una famiglia a cui non riuscivi più a dare il tuo tempo, o non avevi più tempo per il volontariato, ora che non puoi correre hai quindi tempo per questo, quindi non è un problema.

Oppure calcio era ciò a cui puntavi nella tua vita, ma in ogni caso stare fermo un mese ti darà la possibilità di scoprire altro, di leggere un libro che avevi abbandonato e che ti riserverà delle soprese o rivelazioni importanti. Ma poi diciamocelo: non avresti molte alternative.

L'errore non esiste.

C'è semplicemente qualcosa che succede contro la tua volontà o le tue previsioni, ma non devi farne un dramma. Se la tua azione genera delle conseguenze negative si può sempre sistemare tutto, e ripeto, sempre. La vita va avanti perché sei un puntino in un universo infinito. E da qualcosa che reputi negativo può nascere qualcosa di buono.

Però, se dobbiamo andare fino in fondo, facciamolo veramente, quindi...

Cosa significa POSITIVO o NEGATIVO?

Il Giudizio

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Photo by Benjamin Cheng / Unsplash

Si può parlare di positivo e negativo, oppure di giusto e sbagliato.

Il giudizio è ciò che fa più paura, cioè che qualcuno si esprima su di te in base alle tue azioni o al tuo essere, e punti il dito dicendo che hai sbagliato, che non va bene quello che hai fatto, che dovevi fare diversamente, che ci saranno conseguenze...

Tutto questo può succedere a casa, a lavoro, con amici, al bar, ovunque.

Ma sai qual è il bello? È che farsi trascinare dal giudizio altrui non porta da nessuna parte, se non a rimuginare.

Siamo sinceri: il giudizio a volte ci aiuta ad avere una direzione, perché se delle persone ci dicono cosa NON fare può essere utile per conformarci alla società, perché se getti le immondizia davanti casa o se rubi alle persone non è un modo di vivere utile per la comunità, e di questo il filosofo Adler ha molto da insegnare riguardo il senso di cooperazione sociale in una comunità.

Però le regole sociali, scritte o meno, ti indirizzano a comportarti come il resto della società, per cui se vai fuori da questi schemi hai paura di essere additato (ecco il giudizio) come la persona che sbaglia, che ha fatto un errore, che ha deviato dalla retta via.

Siamo chiari: le tue idee e azioni hanno sempre un valore e un significato, che non dovrebbe essere oggetto di giudizio, soprattutto ancora prima di averle realizzate o di averci provato. Spesso, infatti, abbiamo paura di iniziare qualcosa, quindi abbiamo paura del giudizio alle intenzioni ancor prima delle azioni! Non è così?

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Photo by Arif Riyanto / Unsplash

Sei sempre alla prova durante tutto il giorno, dal mattino quando ti alzi e ti esprimi con qualche parola a casa, a lavoro quando fai il tuo e devi quotidianamente interfacciarti con altre persone, alla sera se al bar parli con altre persone ancora, fino a quando prepari la cena o discuti di attualità e notizie. Potenzialmente, sei SEMPRE giudicabile. Ma sai qual è il segreto?

Non farci caso.

Anzi, va avanti nella tua direzione.

Pensare (spoiler: la nostra mente è cattiva!)

Siamo al capolinea. Resisti, ci siamo quasi!

Quando avevo gli attacchi di panico e ne parlai con qualcuno di fidato, ricevetti la risposta del secolo: "non pensarci, Fabio!".

Eh già, ora sì che ho ricevuto un aiuto veramente importante, come ho fatto a non "pensarci" prima?? 🤣😅

La nostra mente non è cattiva, è solamente... bastarda!

È come una scimmia a cui dai delle noccioline: finché ci sono noccioline, lei elabora, lavora, ipotizza, costruisce schemi, correlazioni, immagina scenari... Funziona così in ogni istante, è perfetta, e serve per farci sopravvivere.

Devi rispondere a un cliente: la mente elabora, pensa a come scrivere in modo formale, recupera le informazioni essenziali per rispondere a quel cliente, pensa a come lui potrebbe rispondere in base al nostro messaggio, pensa a un dettaglio da aggiungere, recupera un ricordo utile per non sfigurare, e via così... Non puoi fermare la mente così facilmente, anche se ci sono esercizi per riuscirci, ma la gente comune non sa come usare i "trucchi" giusti per dire basta e tornare alla quiete.

Il problema è che se la abitui con pensieri o notizie negative lei le riceve, le elabora, immagina, costruisce idee, schemi, previsioni, e pensieri brutti che non esistono, e va avanti così.

A group of red and white brain models
Photo by Bhautik Patel / Unsplash

Devi alimentare la tua mente con carburante pulito, devi evitare la "sporcizia" che la inquina: notizie tragiche, frequentare persone che non stimolano buone azioni, pensare che fallire sia un nostro errore quando invece è un tentativo di costruire A quando invece ottieni B o C. Goditi B, o C, o quello che verrà fuori. Non verrà fuori niente? Amen, la prossima volta sai che per fare A devi provare in modo diverso, e non hai fatto un errore ma hai imparato. Oppure scoprirai che realizzare A non serviva proprio a nulla.

Sai quante persone vorrebbero imparare senza fare errori?

Mi spiace dirtelo: non si può imparare senza sporcarsi le mani, e devi provare, provare e riprovare fino a che non ottieni qualcosa. Non stai sbagliando, non stai facendo errori, stai imparando, e nessuno dovrebbe giudicarti.

Sfortunatamente le persone tendono a giudicare, per cui ti dò un altro consiglio: fregatene. Ascolta il giusto. Guarda solo ai risultati, guarda solo ciò che ottieni e che ti rende felice, il resto fa parte del percorso. Sbagliare è il tuo allenamento.

A person running in a field at sunset
Photo by NHP&Co / Unsplash

La storia è piena di persone che hanno fallito 999 volte e alla millesima hanno realizzato il successo della loro vita. Vuoi qualche esempio?

  • Alexander Fleming: nel 1928 stava studiando dei batteri in laboratorio. Partì per una vacanza ma lasciò delle colture aperte. Al suo ritorno scoprì che si era formata una muffa (del genere Penicillium), che aveva ucciso i batteri attorno a sè. Quella fu la scoperta della penicillina!
  • Percy Spencer: negli anni '40 stava lavorando a un radar militare. Mentre testava un magnetron, notò che la barretta di cioccolato che aveva in tasca si era sciolta. Provò allora anche con altri cibi: con dei popcorn, che esplosero, con un uovo che si cucinò al momento. Aveva scoperto con una maldestra distrazione che gli alimenti si cucinavano con queste microonde, facendo così la scoperta del forno a microonde.
  • Spencer Silver: uno scienziato della 3M, nel 1968, stava cercando di costruire una super-colla. Niente da fare, non funzionava, ne era uscita una colla molto debole e rimovibile. Anni dopo, un suo collega la volle usare quindi per segnare le pagine del suo libri di inni in Chiesa senza rovinarle. Era nato il primo post-it!

Passato e futuro non esistono

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Photo by Xuan Nguyen / Unsplash

Pensare troppo al passato o al futuro impedisce di vivere il presente.

Il passato spesso serve per rimuginare, e ne abbiamo già parlato sopra.

Il futuro serve, invece, per immaginare dove andare e cosa fare, ed è l'unica direzione utile, ma anche questo va usato con parsimonia.

Pensare in modo rigido al futuro che vogliamo può giocare brutti scherzi, perché guardiamo fin troppo avanti e non pensiamo più a quello che dobbiamo fare oggi.

Possiamo fare un sacco di piani e vederli svanire uno dopo l'altro, per cui pianificare troppo o desiderare cose fuori portata non porta a grandi benefici. Il futuro è un desiderio che non sempre si concretizza come lo avevamo immaginato: sai dove vorresti arrivare, ma lascia che l'obiettivo si trasformi. Non puoi controllare tutto, per cui sii sempre aperto ai cambiamenti e usali come aiutanti o consiglieri nel mondo presente.

Evita i modelli da seguire, perché ti stanno facendo vivere la vita di qualcun altro e non la tua.

L'imprevisto viene visto come un errore, ma nella sezione sopra ho spiegato come da questi siano nate grandi idee che non erano state progettate, per cui non prendertela troppo. Anzi, prova a cercare volutamente gli imprevisti e guarda come il mondo attorno a te reagisce inaspettatamente, regalandoti sorpresa e stupore, un'emozione che non sappiamo più vivere quando siamo passati da bambini ad adulti, perché sembra che tutto debba essere perfetto. E penso starai maturando l'idea che la parola "perfezione" si sta sgretolando man mano che spiego tutti questi concetti.

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Photo by Shot by Cerqueira / Unsplash

Ti rivelo un segreto (che potrai aver capito anche tu ormai): anche i guru, gli influencer e le persone di successo falliscono continuamente, ma si fanno notare solo quando sono all'apice del successo, nascondendo tutti i tentativi fatti, ed è forse per questo che sono odiati dalle persone, perché sembrano così perfetti mentre noi non riusciamo a realizzarci, ma in realtà è solo perché guardiamo al nostro fallimento come a un traguardo non raggiunto e non come parte del percorso, e guardiamo al loro successo pensando che le loro vite siano così tutti i giorni. Quanto ci stiamo sbagliando!

Serve perseveranza, ma senza stress.

Ma tutto questo?

Sono sincero, ho scritto molto di getto perché in questi ultimi mesi ho creato una mia soluzione, utile per organizzare le proprie settimane e alleggerire la mente, senza stress pur facendo molto, ma considerando le giuste pause, alternate a momenti di pura concentrazione e libertà.

Insomma, non è la classica lista delle cose da fare (todo-list), ma uno strumento più completo che contempla organizzazione, pause, obiettivi, ricompense personali, un posto per analizzare come è andata la settimana e organizzare la successiva.

Niente di esoterico, niente app o programmi da installare o personal trainer. Spoiler: sono fogli di carta.

Volevo già spiegarlo in questo articolo, ma prima di andare al punto volevo preparare il terreno per condividere alcune idee per creare la mentalità giusta, e chiederti se puoi dirmi cosa ne pensi a quanto hai letto qui sopra. Puoi rispondere qui sotto, o sul canale dove hai trovato questo articolo o anche in privato se preferisci.

📝 Se non sai che cosa scrivere ti dò io qualche spunto:

  • hai mai provato a organizzare le tue giornate con una lista? Su carta, app o in che modo?
  • se hai provato, che difficoltà hai trovato?
  • hai mai letto libri riguardo la crescita personale? Se sì, che cosa hai trovato che funziona e cosa invece non riesci a mettere in pratica?

E il calzino?

Il calzino di cui parlavo si è sfilacciato. Non è più un calzino, ma è diventato un panno per pulire casa. Si è trasformato da un problema a qualcos'altro.

Quando mi sono fatto male a calcio ho usato il tempo di infortunio per vedere di più delle persone care o per divertirmi e fare un breve viaggio, terminando di leggere proprio un libro (uno dei tanti) che mi ha ispirato. E la pausa mi ha aiutato a riflettere e a prendere una decisione per liberarmi 3 sere a settimana e dedicarmi a una cosa impegnativa in meno per fare meglio delle altre: ho smesso calcio a quasi 40 anni, dopo una vita che ci giocavo, ma ho smesso solo di andare con la mia squadra impegnandoci seriamente per 3 giorni a settimana, 20km ogni sera, e pubblicando anche i post sui social delle partite e dei risultati. Ora vado a giocare con amici, ogni tanto (massimo 1 sera a settimana), a 1km da casa, e ho più tempo per le mie passioni, libri e molto altro.

Ho sbagliato qualcosa? 🙂